Amministrazioni sciolte per mafia: dati riassuntivi

 

Dal 1991 all’8 agosto 2018 sono stati emanati nel complesso 484 decreti ex art. 143 del testo unico sugli enti locali, dei quali 168 di proroga di precedenti provvedimenti; su 316 decreti di scioglimento, 25 sono stati annullati dai giudici amministrativi. 21 sono gli scioglimenti decisi nel 2017 e ben 20 nei primi 8 mesi del 2018: si tratta dei comuni di Cirò Marina (Crotone), San Gennaro Vesuviano (Napoli, già sciolto in passato in altre due occasioni), Mattinata (Foggia), Scilla (Reggio Calabria), Camastra (Agrigento), Calvizzano (Napoli), Strongoli (Crotone, già sottoposto in passato ad uno scioglimento, poi annullato dal Consiglio di Stato), Bompensiere (Caltanissetta), Caivano (Napoli), Platì (Reggio Calabria, già sciolto nel 2006 e nel 2012), Manduria (Taranto) e Limbadi (Vibo Valentia) – per questi ultimi due negli anni scorsi era stata decisa invece l’archiviazione – Surbo (Lecce, già sciolto nel 1991), San Gregorio d’Ippona (Vibo Valentia, già sciolto nel 2007), Trecastagni (Catania), Briatico (Vibo Valentia, già sciolto in passato in altre due occasioni), Sogliano Cavour (Lecce), Vittoria (Ragusa), San Biagio Platani (Agrigento) e Siderno (Reggio Calabria, già sciolto nel 2013).

Tenuto conto che 59 amministrazioni sono state colpite da più di un decreto di scioglimento (vedi il prospetto “Amministrazioni con più scioglimenti“), le amministrazioni locali complessivamente coinvolte nella procedura di verifica per infiltrazioni della criminalità organizzata sono state fino ad oggi 266 e di esse 241 sciolte per mafia (tra queste ultime 1 capoluogo di provincia e 5 aziende sanitarie). Dal 2010 ad oggi sono 40 i procedimenti ispettivi avviati dal Ministero dell’Interno e conclusi con l’archiviazione, di cui 9 nel 2015 (nel caso del comune di Squinzano, in provincia di Lecce, è stato peraltro adottato un provvedimento di rimozione di un consigliere comunale, ai sensi dell’art. 142 del testo unico, in ragione dei l’esistenza di collegamenti tra il consigliere e organizzazioni criminali operanti sul territorio), 3 nel 2016, 1 nel 2017 (Corigliano Calabro, che era stato sciolto nel 2011) e 5 nel 2018 (Mandatoriccio, Pago del Vallo di Lauro – sciolto nel 1993 e 2009 – Seregno, Villa San Giovanni e Niscemi, quest’ultimo sciolto invece nel 1992 e 2004).

Qui di seguito è disponibile una tabella analitica di tutte le amministrazioni locali coinvolte nella procedura di scioglimento dal 1991 all’8 agosto 2018, da cui si può accedere a tutti i decreti di scioglimento (e relative relazioni) e alle sentenze di Tar e Consiglio di Stato. È inoltre pubblicato un prospetto riassuntivo dei decreti, anno per anno, ed una tabella relativa alle amministrazioni locali che sono state sciolte più di una volta. Oltre ad un riepilogo generale per regione, per le quattro regioni maggiormente coinvolte nelle procedure di scioglimento per infiltrazioni mafiose (Campania, Calabria, Sicilia e Puglia) sono disponibili apposite tabelle con l’indicazione delle province interessate. È infine disponibile una tabella con le amministrazioni sciolte di recente, per alcune delle quali è previsto un nuovo turno elettorale per le prossime elezioni amministrative.

La ricerca delle Amministrazioni coinvolte nella procedura di verifica delle infiltrazioni mafiose può essere effettuata anche tramite le mappe interattive, con riferimento sia all’intero territorio nazionale che alle regioni più interessate. Per i grafici sulla distribuzione territoriale, sull’andamento negli anni di scioglimenti, annullamenti e archiviazioni, e sulle dimensioni dei comuni sciolti clicca qui.

 

(Ultimo aggiornamento: 8 agosto 2018)

Riepilogo decreti scioglimento, annullamenti e archiviazioni

Elenco completo decreti

Amministrazioni con più scioglimenti

Riepilogo per regione

Riepilogo Calabria

Riepilogo Campania

Riepilogo Puglia

Riepilogo Sicilia

Comuni sciolti recentemente ed elezioni