Gioco d’azzardo: l’interdittiva antimafia è applicabile anche a tutta la filiera

Il forte interesse della criminalità organizzata per il settore del gioco d’azzardo e delle scommesse è stato evidenziato da numerose inchieste della magistratura (vedi al riguardo la relazione di ottobre 2017 di un magistrato della DIA e le conclusioni della Commissione Antimafia del luglio 2016). Ciò ha indotto alcune prefetture ad emettere un’interdittiva antimafia – con conseguente inibizione dell’attività – nei confronti dei titolari di alcuni esercenti dove si pratica il gioco legale.

Il TAR Lecce ha recentemente respinto i ricorsi presentati da alcuni esercenti (vedi le sentenze da 300 a 303 del 2018), giudicando fondati gli elementi raccolti dalla Prefettura in ordine alla “permeabilità mafiosa” dei soggetti coinvolti. Osserva inoltre il giudice amministrativo, sulla base degli orientamenti espressi dalla Corte Costituzionale, che l’istituto della certificazione antimafia non va utilizzato solo quando siano in ballo appalti, concessioni di finanziamenti e beni pubblici, ma anche in caso di provvedimenti di natura meramente autorizzatoria delle pubbliche amministrazioni, come le licenze e le autorizzazioni, che non presuppongono rapporti contrattuali con la pubblica amministrazione né danno luogo all’erogazione di contributi pubblici: e ciò per elevare il livello della tutela dell’economia legale dalle infiltrazioni mafiose.

L’interdittiva antimafia può essere pertanto applicata a tutti gli operatori della filiera del gioco d’azzardo, che necessitano comunque dell’autorizzazione ex art. 88 del TULPS: si tratta infatti di un’attività ad alto rischio di inquinamento mafioso, che deve essere svolta da soggetti nei cui confronti non vi sia fondato sospetto di permeabilità mafiosa.

Sul sito di Avviso Pubblico è disponibile un’ampia ricostruzione della giurisprudenza sull’ utilizzo della certificazione antimafia quale strumento per contrastare la presenza della criminalità organizzata nell’economia anche con riferimento ai casi di licenze ed autorizzazioni. Sull’Osservatorio parlamentare è disponibile anche una sintesi della relazione conclusiva della Commissione antimafia del febbraio scorso: vedi in particolare le schede Le Mafie oggi, Mafie ed economia e Mafie e Appalti.

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