Il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR). Scheda di sintesi

Origini. Risale al 2001 primo protocollo d’intesa per la realizzazione di un “programma nazionale asilo” tra il Ministero dell’Interno Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, l’Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI) e l’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (UNHCR). Nasce così un sistema pubblico per l’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati, diffuso su tutto il territorio italiano, con il coinvolgimento delle istituzioni centrali e locali, secondo una condivisione di responsabilità tra Ministero dell’Interno ed enti locali. Successivamente, con la legge n.189/2002, è stato realizzato il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR).

Il Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo. Attraverso lo SPRAR gli enti locali accedono alle risorse del Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo (FNPSA), istituito dal decreto legge n. 416 del 1989 per il sostegno finanziario delle iniziative territoriali di accoglienza dei richiedenti asilo e dei titolari di protezione internazionale o di permesso umanitario.

Gli enti locali, supportati dalle realtà del terzo settore, garantiscono “accoglienza integrata” che prevede, oltre al vitto e all’alloggio, misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico, secondo le linee guida da ultimo definite con il decreto ministeriale 10 agosto 2016 – gazzetta ufficiale n. 200 del 2016 (vedi allegato).

Il Servizio Centrale. Il Servizio Centrale è stato istituito dal Ministero dell’Interno – Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione e affidato con convenzione ad ANCI. A sua volta ANCI si avvale del supporto operativo della Fondazione Cittalia. Il Servizio Centrale monitora la presenza sul territorio di richiedenti asilo e di titolari di protezione internazionale, anche gestendo una banca dati degli interventi realizzati a livello locale. Diffonde inoltre le informazioni sull’operato, offre assistenza tecnica agli enti locali, supporta i servizi di informazione e orientamento attuati presso i centri governativi per richiedenti asilo e garantisce supporto ad ANCI negli adempimenti connessi alla qualifica di autorità delegata per il Fondo europeo per i rifugiati (FER).

Funzionamento. L’ammissione ai centri di accoglienza del Sistema, fino a esaurimento posti, è disposta dal Servizio centrale su segnalazione dei singoli progetti territoriali o di enti terzi (come prefetture, questure, associazioni). Tutti i progetti territoriali, oltre a fornire vitto e alloggio, provvedono alla realizzazione di attività di accompagnamento sociale, finalizzate alla conoscenza del territorio e all’effettivo accesso ai servizi locali, fra i quali l’assistenza socio-sanitaria. Sono anche previste attività per facilitare l’apprendimento dell’italiano e l’istruzione degli adulti, l’iscrizione a scuola dei minori in età dell’obbligo scolastico e ulteriori interventi di informazione legale sulla procedura per il riconoscimento della protezione internazionale e sui diritti e doveri dei beneficiari in relazione al loro status. Sono sviluppati, inoltre, percorsi formativi e di riqualificazione professionale per promuovere l’inserimento lavorativo, così come sono approntate misure per l’accesso alla casa. All’interno del sistema sono inoltre presenti progetti specializzati per l’accoglienza e il sostegno di persone portatrici di specifiche vulnerabilità. Infine il Sistema promuove anche iniziative per informare e sensibilizzare le comunità cittadine alla conoscenza della realtà del diritto di asilo e della condizione di richiedenti e titolari di protezione internazionale.

Alcuni dati. Nel 2015 i progetti finanziati dal Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo per gli SPRAR sono stati 430 (per un totale di 21.613 posti). Gli enti locali titolari di progetto sono stati complessivamente 376, di cui 339 Comuni, 29 province e 8 unioni di Comuni. Dei quasi 30mila accolti nel 2015 il 58% era richiedente, il 19% era titolare di protezione umanitaria, il 13% di protezione sussidiaria e il 10% ha ottenuto lo status di rifugiato. Il 15,2% dei beneficiari proveniva dalla Nigeria, il 12,5% dal Pakistan, il 12,2% dal Gambia, il 10,6% dal Mali e il 10,1% dall’Afghanistan.

Durante il primo semestre 2016, i progetti finanziati dal FNPSA sono stati 674, 244 in più rispetto al 2015. Con la continuazione dei processi di ampliamento straordinario promosso dal Ministero dell’Interno, la capienza è salita a 27.089 posti. Gli enti locali titolari di progetto sono stati in totale 574, di cui 533 Comuni, 29 province e 12 unioni di Comuni. I beneficiari complessivamente accolti sono stati 22.983. Le prime cinque nazionalità dei beneficiari rispecchiano sostanzialmente quelle del 2015: il 16,4% proviene dalla Nigeria, il 13,6% dal Gambia, il 12,2% dal Pakistan, il 10,2% dal Mali e l’8,5% dall’Afghanistan.

Ultimi finanziamenti. il decreto ministeriale 20 dicembre 2016, con il quale sono assegnate le risorse agli enti locali che hanno chiesto di proseguire l’accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati nell’ambito dei progetti SPRAR per il triennio 2017-2019, è pubblicato sul sito del Ministero dell’Interno.

Prospettive di sviluppo. Tra gli obiettivi di sviluppo del sistema di accoglienza SPRAR, come enunciati da Matteo Biffoni, delegato Anci per l’immigrazione e le politiche per l’integrazione, di fronte alla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza (clicca qui) ci sono quelli di una più equa distribuzione sul territorio dei migranti, attraverso la previsione di tetti massimi di ingressi per ogni Comune e la garanzia per i Comuni coinvolti di non ricevere altre richieste d’accoglienza e di un sostegno maggiore agli enti locali, ad esempio con l’“ammorbidimento” della disciplina sul blocco all’assunzione.

(A cura di Giulia Luciani, giornalista pubblicista)

Allegato: linee guida: decreto 10 agosto 2016