I provvedimenti regionali di contrasto del caporalato. Scheda di sintesi

Premessa. Con la legge n. 199 del 2016 sono state approvate importanti misure per contrastare il fenomeno del caporalato (leggi la sintesi). In questa scheda vengono invece analizzati i provvedimenti adottati in materia da alcune Regioni.

Gli interventi della Regione Puglia. Le problematiche dello sfruttamento dei lavoratori stagionali in agricoltura e delle condizioni estremamente disagiate in cui spesso vivono sono molto sentite in Puglia. Accanto alle leggi sul contrasto del lavoro irregolare (n. 28 del 2006) e per l’accoglienza ed integrazione degli immigrati (n. 32 del 2009), si registrano finanziamenti specificamente rivolti all’erogazione di contributi per migliorare i servizi di trasporto utilizzati dai lavoratori agricoli stagionali e per favorire l’accoglienza ed ospitalità gratuita dei lavoratori presso le medesime aziende agricole aderenti alla Rete del lavoro agricolo di qualità (legge di stabilità n. 1 del 2016). Recentemente, per risolvere il problema dei numerosi insediamenti abusivi (veri e propri “ghetti”, dove avvengono gravi reati), sorti in particolare nella provincia di Foggia, è stato sottoscritto un Protocollo sperimentale contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura – d’intesa con diversi Ministeri – al cui interno è prevista la realizzazione di nuovi campi di ospitalità per lavoratori migranti stagionali (delibera Giunta n. 929 del 2016).

Le misure organizzative delle Regioni Basilicata e Calabria. La necessità di un approccio organico per il contrasto del fenomeno del caporalato è presente anche nella legislazione della Basilicata; con la delibera della Giunta n. 627 del 2014 è stata istituita una Task force regionale, con il coordinamento del Presidente della Giunta, finalizzata alla realizzazione di un piano operativo per un’accoglienza dignitosa ed un lavoro regolare ai lavoratori stagionali; con la legge sui cittadini migranti e dei rifugiati (n. 13 del 2016) è stato successivamente istituito un Coordinamento delle politiche per l’immigrazione, con a capo il Presidente della Giunta, che ha il compito tra gli altri di favorire l’inserimento lavorativo e le attività autonome e imprenditoriali dei migranti e dei rifugiati e la loro integrazione e contrastare così il lavoro nero ed il caporalato.

In Calabria i centri regionali per l’impiego predispongono gli elenchi di prenotazione per il settore agricolo nei quali far confluire i lavoratori disponibili alle assunzioni o riassunzioni presso le imprese agricole; gli enti locali sottoscrivono intese o convenzioni con le aziende di trasporto pubblico locale e con le organizzazioni dei produttori e della grande distribuzione per assicurare l’accompagnamento dei lavoratori (legge n. 13 del 2012).

Misure per l’accoglienza in Piemonte. La sistemazione logistica dei lavoratori stagionali è oggetto della legge del Piemonte n. 12 del 2016 che, al fine di prevenire lo sfruttamento ed il fenomeno del caporalato, prevede la possibilità per coltivatori diretti ed imprenditori agricoli professionali di accogliere temporaneamente salariati agricoli stagionali nei periodi di raccolta della frutta e di attività correlate alla coltivazione, autorizzando i relativi interventi di ristrutturazione; sono altresì previsti incentivi per l’installazione stagionale di strutture prefabbricate anche da parte di società o associazioni di coltivatori diretti e di imprenditori agricoli professionali.

Attività di prevenzione. Specifici programmi di vigilanza e contrasto del caporalato sono stati definiti in Abruzzo (vedi Delibera della Giunta n. 430 del 2013), Lombardia (vedi ad esempio la Delibera della Giunta n. 10 del 2015 e la Direttiva n. 658 del 2013 relativa alla sicurezza nei cantieri EXPO) ed Umbria (Delibera della Giunta n. 1138 del 2013).

Altri interventi. Interventi in materia si rinvengono nella legislazione sull’accoglienza dei migranti, come quella approvata dalla Campania (n. 6 del 2010, in particolare artt. 17ss), dal Lazio (n. 10 del 2008, in particolare gli artt. 14 e 20), dalla Liguria (n. 7 del 2007, in particolare art. 22), delle Marche (n. 13 del 2009), e dalla Toscana (n. 29 del 2009). Vedi anche l’art. 48 della legge del Molise n. 13 del 2014 sul riordino del sistema regionale integrato degli interventi e servizi sociali. Un richiamo alle misure per contrastare il caporalato è contenuto anche nel testo unico per la promozione della legalità e per la valorizzazione della cittadinanza e dell’economia responsabili dell’Emilia Romagna (legge n. 18 del 2016).