Una tesi di laurea sul gioco d’azzardo in Italia

Vincenzo Orefice si è laureato quest’anno in scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, con una tesi su “Gioco d’azzardo patologico e calcio scommesse”, che pubblichiamo sul nostro sito per gentile concessione dell’autore, che qui di seguito illustra brevemente i contenuti del lavoro di ricerca.

“Il gioco d’azzardo patologico, in particolare modo quello legato al calcio scommesse è un fenomeno che ha assunto una forte rilevanza a livello sociale nel nostro paese. Nel 2016 in Italia si è superato ogni record con una spesa nel gioco di 95 miliardi di euro, numeri che sono sicuramente destinati a salire in virtù del sistema che organizza e gestisce questo business e alla forte presenza di macchine da gioco dislocate in luoghi sensibili, alla violazione di regole relative agli orari di gioco e alla forte presenza di messaggi e spot a cui è sottoposto il potenziale giocatore. 

Nel mio lavoro ho analizzato i pericoli che si possono verificare giocando d’azzardo e il prezzo di vita che c’è da pagare quando si entra nel tunnel della ludopatia. Nel gioco si vive di speranza aspettando che arrivi una vittoria che possa cambiare la vita da un momento all’altro; d’altra parte l’ansia e la voglia di rifarsi dopo una sconfitta determinano un contesto nel quale si perde completamente di vista la caratteristica propria del gioco, ovvero il divertimento, e la consapevolezza della possibilità di perdere.

In particolare, attraverso un’intervista fatta a un minore, ho mostrato come le scommesse online e i virtual game sviluppatisi grazie allo sviluppo tecnologico vengono preferiti perché permettono di scommettere direttamente da casa e come il problema dei baby scommettitori sia una piaga nella piaga da affrontare e da risolvere con iniziative e strumenti specifici.

Nel corso del mio lavoro mi sono misurato anche con alcune possibili soluzioni a partire da un lato dal contesto culturale e sociale e dall’altro da norme più restrittive, da maggiori e più rigorosi controlli fuori alle sale gioco che possono per esempio impedire ai minori di entrare”.

Vincenzo Orefice: Gioco d’azzardo patologico e calcio scommesse