Raggiunta l’Intesa sul gioco d’azzardo in Conferenza unificata: un primo commento

La Conferenza Unificata Stato-autonomie locali ha approvato il 7 settembre 2017 le nuove Linee guida sulle caratteristiche dei punti di vendita ove si raccoglie gioco pubblico, nonchè i criteri per la loro distribuzione e concentrazione territoriale, previste dalla legge di stabilità per il 2016.

Avviso Pubblico ha espresso una posizione critica sulle proposte avanzate dal Governo, con riferimento soprattutto alla insufficiente riduzione dell’offerta di gioco, alla genericità degli impegni in tema di pubblicità e di contrasto della presenza della criminalità organizzata nel settore, oltre che all’assenza di qualsiasi riferimento alla problematica del gioco on line.

Desta in particolare preoccupazione la previsione di un numero elevatissimo di “mini casinò”, nei quali installare senza alcuna limitazione anche le famigerate VLT (il cui numero non è stato ridotto, a differenza di quanto disposto per le slot machine), che non sarebbero stati soggetti alle normative restrittive approvate in questi anni da Regioni ed Enti locali – in termini di collocazione dei punti vendita, di orari e di requisiti dei locali etc – per contrastare il fenomeno del gioco d’azzardo patologico. Da questo punto di vista, va valutato con favore l’emendamento approvato in sede di Conferenza, proposto dalla Provincia dell’Alto Adige, in base al quale “le disposizioni specifiche in materia, previste in ogni Regione e Provincia autonoma, se prevedono una tutela maggiore, continueranno comunque ad esplicare la loro efficacia. Inoltre le Regioni ai fini del contrasto delle patologie afferenti alla dipendenza da gioco d’azzardo, potranno prevedere forme maggiori di tutela per la popolazione”: ciò assicurerà la legittimità degli interventi previsti da leggi e regolamenti (come ad esempio quelli della provincia Alto Adige, il Piemonte o l’Emilia Romagna) volti non solo a impedire un’ulteriore proliferazione dei punti di gioco ma anche la loro progressiva riduzione, con riferimento alle licenze già concesse.  Così come è positivo l’obbligo per l’Agenzia delle dogane e dei monopoli di fornire gratuitamente a Regioni e Comuni i dati aggiornati sulla presenza degli apparecchi per il gioco d’azzardo lecito, sui punti gioco e sulla spesa per il gioco, ciò che consentirà di avere ulteriori elementi utili a contrastare il gioco d’azzardo patologico nei singoli territori. Sarà ovviamente importante vigilare attentamente perchè nel decreto ministeriale di recepimento dell’Intesa siano pienamente salvaguardati i poteri di Regioni ed Enti locali in materia ed evitare che il riferimento alla “tutela degli investimenti esistenti” costituisca un vincolo per gli interventi di riduzione dell’offerta.

Avviso Pubblico continuerà a svolgere la sua azione di supporto affinchè siano sempre meglio definiti gli strumenti di contrasto della ludopatia ed estese in tutto il Paese le buone prassi già realizzate: si pone in quest’ottica anche la realizzazione di un nuovo volume Lose for life, che affronta in modo organico la tematica del gioco d’azzardo in Italia (dal punto di vista socio-sanitario, economico, del sistema legislativo, delle esperienze positive in atto etc), presentato il 21 settembre 2017 presso il Senato.

Post scriptum. L’Intesa in sede di Conferenza unificata deve essere recepita con un decreto ministeriale, previo parere delle Commissioni parlamentari: ai primi di novembre 2017, peraltro, non si conosce ancora il testo del decreto. Invece un riferimento all’Intesa del 7 settembre 2017 è contenuto nel disegno di legge di bilancio per il 2018 (AS2960): l’art. 90, nel prevedere una proroga onerosa delle attuali concessioni per l’anno prossimo, indica nel 30 settembre 2018 la data per l’indizione della gara per le nuove concessioni: a tal fine “le Regioni adeguano le proprie leggi in materia di dislocazione dei punti vendita del gioco pubblico all’intesa sancita in data 7 settembre 2017 in sede di Conferenza unificata”.

Tale disposizione appare volta a dare concreta attuazione ad una sola parte dell’Intesa, quella sulla redistribuzione a livello territoriale degli esercizi in cui si pratica il gioco (sale scommesse, sale bingo, corner etc) al solo fine di consentire l’avvio delle procedure di assegnazione delle nuove concessioni e garantire così maggiori entrate fiscali, complessivamente stimate in 468 milioni di euro per il 2018. Tutto ciò però in assenza del decreto ministeriale che doveva attuare tutti i contenuti dell’Intesa; e soprattutto non sembra tener in alcun conto l’emendamento formalmente approvato dalla Conferenza, che fa salve le disposizioni specifiche di maggior tutela deliberate dalle Regioni.

(ultimo aggiornamento 4 novembre 2017)