Ludopatia e gioco d’azzardo: il dibattito parlamentare nella XVII legislatura

Premessa. Oltre alle misure contenute nella legge n. 23 del 2014 e n. 190 del 2014 (vedi questa scheda), la Camera dei deputati ha discusso  alcune proposte di legge in materia (AC 101 , AC. 102, AC. 267, AC. 433, AC. 1596, AC. 1633, AC. 1718, AC. 1812). Qui di seguito si dà conto dei contenuti del testo approvato dalla Commissione Affari sociali, delle altre proposte di legge presentate presso Camera e Senato e degli atti di indirizzo e controllo discussi dai due rami del Parlamento.

Le prime proposte di legge. Il testo unificato approvato dalla Commissione Affari sociali (Istituzione di un Osservatorio nazionale sulle dipendenze da gioco d’azzardo e disposizioni per la prevenzione, la cura e la riabilitazione della dipendenza da gioco d’azzardo patologico) prevede misure per la cura e la riabilitazione dei soggetti affetti da gioco d’azzardo patologico (se ne occupano i servizi per le dipendenze istituiti presso le Regioni, che certificheranno la diagnosi mediante la quale il paziente avrà diritto all’esenzione dalla compartecipazione alle spese sanitarie nonché all’assistenza psicologica e farmacologica), per la protezione dei minori e dei soggetti più deboli, per la prevenzione sui fattori di rischio del gioco d’azzardo patologico.

E’, inoltre, vietata l’introduzione di nuove piattaforme on line per il gioco d’azzardo per un periodo di almeno cinque anni a decorrere dall’entrata in vigore della presente legge.

Viene disciplinata la composizione dell’Osservatorio nazionale sulla dipendenza da gioco d’azzardo patologico, con due esperti designati dal Ministero della salute ed uno ciascuno dai Ministeri del Lavoro, dell’Istruzione e dell’Economia; tre componenti designati dalla Conferenza dei Presidenti delle regioni e delle province e tre dall’Associazione nazionale Comuni italiani; tre individuati dal Ministro del lavoro tra le associazioni di volontariato; tre individuati dal Ministro della salute tra le associazioni operanti nel terzo settore più altri tre esperti (designati sempre da quest’ultimo) nella cura delle dipendenze. Ai componenti non spetta alcuna forma di compenso né di rimborso spese. L’Osservatorio è presieduto dal Ministro della salute (o da un suo delegato) e svolge attività di monitoraggio della dipendenza da GAP, definisce linee guida per la predisposizione di campagne informative e corsi di formazione sui rischi legati alla tematica in questione, propone al Ministero della salute le caratteristiche del logo identificativo no slot. L’Osservatorio redige una relazione annuale per il Ministro della salute.

Per quanto riguarda l’aspetto educativo, il Ministero dell’istruzione, su proposta dell’Osservatorio, predispone campagne di informazione nelle scuole di ogni ordine e grado, mentre il Ministero della salute, sempre su proposta dell’Osservatorio, elabora progetti per la sensibilizzazione dei cittadini sui rischi collegati alla dipendenza da gioco d’azzardo, informa le famiglie della possibilità di utilizzare programmi di filtraggio dei giochi on line, e diffonde la conoscenza del logo no slot (stanziamento previsto per le suddette attività di due milioni di euro all’anno dal 2015, anche a copertura dei costi per la formazione degli operatori che si occupano della prevenzione, cura e riabilitazione dei soggetti affetti da GAP, per i quali è prevista, se necessario, l’assistenza da parte di un amministratore di sostegno ex art. 404 c.c.).

Sulle misure a tutela dei minori va anzitutto segnalato l’inasprimento della sanzione amministrativa per il titolare dell’esercizio che consente la partecipazione al gioco ai minori (invece che da euro 5.000 a euro 20.000 si passa da un minimo di 10.000 euro a un massimo di 30.000 euro). L’accesso al gioco è consentito soltanto tramite l’utilizzo della tessera sanitaria ed è previsto l’inserimento nei macchinari di sistemi-filtro per impedire ai minori di accedere al gioco (per i trasgressori è prevista una sanzione amministrativa da 5.000 a 50.000 euro e, in caso di recidiva, si giunge fino a 10.000 euro come limite minimo e 100.000 euro come massimo). Questi stessi macchinari devono recare delle avvertenze sui rischi collegati al gioco d’azzardo che siano perfettamente leggibili prima dell’inizio di ogni giocata.

Per quanto riguarda i pagamenti, sia per le giocate tramite apparecchi tradizionali sia per quelle on line, l’unica modalità prevista è quella elettronica mediante carte nominative con rilascio di apposita ricevuta che riporti la somma spesa per la giocata e quella vinta, mettendo in evidenza la differenza.

Giungendo alle lotterie istantanee, i tagliandi devono contenere specifici avvertimenti sui rischi relativi al gioco d’azzardo tipo “Questo gioco nuoce alla salute”, “Questo gioco può provocare dipendenza”, “Questo gioco può ridurti in povertà”, “Questo gioco è vietato ai minori di 18 anni”.

E’ vietata la propaganda pubblicitaria del gioco d’azzardo, con la previsione di una sanzione amministrativa da 100.000 a 500.000 euro fino ad arrivare alla decadenza della concessione o autorizzazione per chi violasse il divieto per tre volte.

Sono previsti, inoltre, incentivi economici per le rimozioni dei macchinari da gioco (stanziati 15 milioni di euro all’anno dal 2015), mentre gli esercizi commerciali o circoli privati che non li istallano possono richiedere in uso il logo identificativo no slot.

Circa l’ubicazione dei locali in cui si svolge attività di gioco con vincita in denaro, le regole da seguire sono: rispetto della distanza minima di 500 metri da scuole, ospedali, strutture assistenziali, luoghi di culto, caserme, centri di aggregazione giovanile, centri per anziani, banche e uffici postali. All’interno dei suddetti locali è vietato, inoltre, fumare ed è vietata la vendita nonché il consumo di bevande alcoliche. L’orario massimo di apertura è fissato in otto ore giornaliere (per chi trasgredisce scatta l’inabilitazione all’attività commerciale da uno a cinque anni).

Aspetto di rilevante importanza riguarda l’istituzione di un Fondo per la prevenzione, cura e riabilitazione del gioco d’azzardo patologico e di un altro per le famiglie dei soggetti affetti dalla stessa patologia (autorizzata la spesa di 20 milioni di euro per il 2015 e 30 milioni di euro annui dal 2016). Di più, al coniuge e ai parenti entro il primo grado del giocatore patologico è garantito l’accesso al Fondo antiusura in caso di indebitamento derivante da gioco. Le vittime del delitto di usura per dipendenza da gioco potranno, quindi, richiedere l’erogazione di un mutuo, purché si alleghi alla relativa domanda un piano di utilizzo delle somme ricevute e un’ attestazione di una fonte di reddito in grado di garantirne la restituzione.

L’iter del provvedimento è al momento sospeso in attesa del parere della Commissione Bilancio, che ha evidenziato problemi di copertura (vedi in particolare la seduta del 15 ottobre 2014). Si segnala che alcuni contenuti delle proposte di legge sono stati inseriti all’interno della legge di stabilità per il 2015 (leggi questa scheda). Per maggiori approfondimenti consulta i dossier del Servizio Studi della Camera.

Le nuove proposte di legge. Più di recente sono state presentate alla Camera altre proposte di legge. Anche al Senato sono state presentate altre proposte e l’Assemblea ha deliberato il 14 ottobre 2015 la dichiarazione d’urgenza di 5 progetti di legge (per l’elenco completo vedi l’allegato 3 in fondo a questo documento).

Le audizioni del rappresentante del Governo in Commissione Affari sociali ed in Commissione Finanze della Camera. La XII Commissione della Camera ha ascoltato il 4 agosto 2015 il sottosegretario per l’economia e le finanze, al fine di approfondire gli orientamenti del Governo in materia di riordino dei giochi pubblici in seguito al mancato esercizio della delega di cui alla legge n. 23 del 2014. Un ulteriore audizione si è svolta il 13 ottobre 2015 presso la Commissione Finanze. Il rappresentante del Governo ha ribadito la necessità di un intervento organico in materia al fine di affrontare contestualmente le diverse problematiche (riduzione dell’offerta, fondi per contrastare la ludopatia, pubblicità, tassazione) ed ha analizzato alcuni dei punti qualificanti del testo sottoposto al consiglio dei ministri: riserva statale in materia di giochi, numero massimo di apparecchi per metro quadrato e per esercizio, sostituzione delle attuali attrezzature con nuove tipologie di macchinette e loro controllo remoto, nuova programmazione degli insediamenti a livello regionale fondata sul rapporto tra popolazione adulta e numero delle sale aperte sul territorio (previa intesa in sede di Conferenza unificata Stato –autonomie locali), applicazione dell’art. 88 del t.u. di pubblica sicurezza per l’installazione di nuove apparecchiature, divieto assoluto di pubblicità, contrasto delle illegalità e del riciclaggio.

Il dibattito è servito anche ad approfondire le possibili vie alternative per giungere ad una riscrittura della normativa: riapertura dei termini della delega al Governo, inserimento di alcune disposizioni (con riguardo in particolare a quelle di natura fiscale e sanzionatoria) nella legge di stabilità, ripresa dell’iter parlamentare del testo elaborato dalla Commissione Affari sociali, integrato con i contenuti delle altre proposte di legge nel frattempo presentate.

Gli atti di indirizzo e controllo. Il Senato, al termine della discussione del 4 settembre 2013 e 5 settembre 2013 su alcuni atti di indirizzo contro la diffusione del gioco d’azzardo, ha approvato l’ordine del giorno G1 (testo 2) che impegna il Governo, tra l’altro, a migliorare ed intensificare i meccanismi di rilascio delle concessioni e di controllo sulle persone fisiche e giuridiche concessionarie – italiane ed estere – anche al fine di contrastare i fenomeni di riciclaggio del denaro sporco e le infiltrazioni della criminalità organizzata.

Successivamente, la Camera ha discusso il 16 gennaio 2015 alcune mozioni concernenti iniziative per il contrasto del gioco d’azzardo; nella seduta del 12 marzo 2015 è stata approvata – in conformità al parere del Governo – la mozione n. 1-00710, che impegna il Governo ad una sollecita attuazione della legge delega ed all’adozione di una serie di misure per potenziare l’attività di monitoraggio e prevenzione del fenomeno del gioco d’azzardo, con particolare riferimento alla tutela dei minori (cfr. allegato 1). E’ stato approvato anche il dispositivo (non la premessa) della mozione n. 1-00759 (cfr. allegato 2). Le altre mozioni sono state approvate solo in parte (clicca qui).

Di recente la Commissione Finanze della Camera ha avviato il 30 settembre 2015 l’esame della risoluzione 7/00728 per l’adozione da parte del Governo di misure urgenti volte a superare le incertezze dell’attuale quadro normativo sulle procedure di autorizzazione all’apertura delle sale da gioco.

Si segnala infine che il rappresentante del Governo ha risposto in commissione, in data 19 febbraio 2015, all’interrogazione 3-00791 inerente l’apertura di una grande sala giochi a Milano, esponendo le misure adottate da Governo, Regione Lombardia, Comune di Milano e Azienda per i monopoli di Stato in tema di rilascio delle autorizzazioni e di contrasto al fenomeno della ludopatia.

 

Allegato 1: testo della mozione n. 1-00710, approvata dalla Camera nella seduta del 12 marzo 2015.

La Camera

premesso che:

in Italia il fenomeno del gioco d’azzardo è in continua crescita e in questi anni sta assumendo dimensioni sempre più rilevanti, come si può rilevare dall’andamento delle statistiche dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato relative alla quantità di denaro giocato. In parallelo si stanno anche rafforzando le evidenze scientifiche che dimostrano come la pratica del gioco d’azzardo possa dar luogo a forme di vera e propria dipendenza (gioco d’azzardo patologico) o a comportamenti a rischio (gioco d’azzardo problematico);

i dati aggiornati ad ottobre 2012 confermano la grande espansione del gioco d’azzardo in tutta Italia, con il primato per il fatturato della Lombardia (1.284 milioni di euro), seguita nell’ordine dal Lazio (797), dalla Campania (688), dell’Emilia-Romagna (573), del Veneto (503), del Piemonte (484), della Sicilia (468), della Puglia (438), della Toscana (433), dell’Abruzzo (203). Per quanto riguarda la spesa pro capite al primo posto si colloca l’Abruzzo con 155,28 euro a testa, seguito da Lazio (144,83), Lombardia (132,31), Emilia-Romagna (131,96), Molise (127,52), Liguria (122,23), Marche (121,97), Campania (119,30), Umbria (118,74), Valle D’Aosta (118,29), Toscana (117,91);

il gioco d’azzardo è la terza industria italiana, con il 3 per cento del prodotto interno lordo nazionale, 5.000 aziende, 120.000 addetti, 400.000 slot machine, 6.181 punti gioco autorizzati, oltre il 15 per cento del mercato europeo e oltre il 4,4 per cento del mercato mondiale, il 23 per cento del mercato mondiale del gioco on-line. Nel 2011 sono stati giocati 79.814 miliardi di euro, 70.262 miliardi di euro nei primi 10 mesi del 2012, il 12 per cento della spesa delle famiglie italiane. Sono 15 milioni i giocatori abituali, 2 milioni quelli a rischio patologico, circa 800.000 i giocatori già malati. Sono necessari 5-6 miliardi di euro l’anno per curare i dipendenti dal gioco, mentre le tasse incassate dallo Stato sono 8 miliardi di euro;

le persone più interessate al gioco sono le fasce più deboli e fragili della società: giocano il 47 per cento degli indigenti, il 56 per cento delle persone appartenenti al ceto medio-basso; il 70,8 per cento di chi ha un lavoro a tempo indeterminato, l’80,2 per cento dei lavoratori saltuari, l’86,7 per cento dei cassintegrati. Giocano di più e con più soldi i ragazzi delle scuole professionali, e giocano il 61 per cento dei laureati, il 70,4 per cento di chi ha il diploma superiore, l’80,3 per cento di chi ha la licenza media. Giocano anche gli adolescenti: si stima che giochi il 47,1 per cento degli studenti tra i 15 e i 19 anni: il 58,1 per cento dei ragazzi e il 36,8 per cento delle ragazze. Gli adolescenti sono più a rischio dipendenza: circa il 4-8 per cento ha un problema di gioco e il 10-14 per cento è a rischio di diventare giocatore patologico. Giocano pure i bambini: l’8 per cento dei bambini tra i sette e gli undici anni gioca con denaro on-line;

la dipendenza dal gioco è una vera e propria malattia che compromette lo stato di salute fisica e psichica del giocatore, il quale non riesce a uscirne da solo. Il malato di gioco (gioco d’azzardo patologico) è cronicamente e progressivamente incapace di resistere all’impulso di giocare e spesso si trova nella condizione di dover chiedere prestiti a usurai o a fonti illegali; a volte giunge alla perdita del lavoro per assenteismo. Tutto questo produce sofferenza e difficoltà di relazione anche all’interno della famiglia;

le sale giochi proliferano sempre di più in tutti i centri urbani e, tuttavia, le amministrazioni locali non riescono ad intervenire efficacemente per fermare il dilagante fenomeno, anche per la mancanza di poteri effettivi da parte delle autorità comunali di imporre norme restrittive in grado di impedire almeno la vicinanza delle sale giochi con i luoghi cosiddetti «sensibili» o per far rispettare una distanza congrua fra una sala e l’altra;

il gioco d’azzardo on-line, conosciuto anche da molti come gambling on-line, sta diventando sempre più pericoloso, proprio perché, a differenza di quello terrestre, abbatte tutte le inibizioni;

sul portale dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato sezione gioco è possibile avere un’ampia informazione su tutti i giochi presenti suddivisi per: gioco del lotto; giochi numerici a totalizzatore; giochi a base sportiva; giochi a base ippica; apparecchi da intrattenimento; giochi di abilità, carte, sorte a quota fissa; lotterie; bingo; gioco a distanza; mentre non vi sono dati circa il fenomeno del gioco in Italia, né dati aggiornati sono presenti sul sito del Ministero della salute o sul sito della Presidenza del Consiglio dei ministri, dipartimento antidroga;

diversamente dal modello legislativo e giurisprudenziale europeo, che è influenzato da principi di libera concorrenza, a livello nazionale si ritiene invece che il gioco d’azzardo debba essere sottoposto a concessione, distinguendolo dalle altre attività di gioco. Il tutto allo scopo di evitare e prevenire possibili infiltrazioni del crimine organizzato e/o fenomeni di illegalità e di garantire che si tratti di un’attività regolamentata e trasparente;

nel corso della passata legislatura la Commissione parlamentare affari sociali ha promosso un’indagine conoscitiva sugli aspetti sociali e sanitari della dipendenza dal gioco d’azzardo dalla quale è emerso nel testo conclusivo l’esigenza di disporre di una conoscenza dei dati epidemiologici tecnicamente e scientificamente validati, la necessità di nuove regole per limitare l’offerta dei giochi, tutelare i minori, liberare l’industria del gioco dagli inquinamenti della malavita ed affrontare il tema della presa in carico dei giocatori patologici;

in questi ultimi anni più volte il Parlamento e il Governo sono intervenuti a normare questa materia, basta ricordare:

a) il decreto-legge n. 158 del 2012 (cosiddetto decreto Balduzzi), convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, che all’articolo 5, comma 2, ha riconosciuto la ludopatia come una patologia che caratterizza i soggetti affetti da sindrome da gioco con vincita in denaro, così come definita dall’Organizzazione mondiale della sanità, prevedendo anche l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza con riferimento alle prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette da ludopatia; all’articolo 7, comma 4, dispone dal 1o gennaio 2013, al fine di contenere la diffusione delle dipendenze dalla pratica di gioco con vincite in denaro, il divieto di messaggi pubblicitari di giochi con vincite in denaro nelle trasmissioni televisive, radiofoniche e nelle rappresentazioni teatrali o cinematografiche rivolte prevalentemente ai giovani; su giornali, riviste, pubblicazioni, durante trasmissioni televisive e radiofoniche, rappresentazioni cinematografiche e teatrali, nonché via internet, che incitano al gioco ovvero ne esaltano la sua pratica, ovvero che hanno al loro interno dei minori, ovvero che non avvertono del rischio di dipendenza dalla pratica del gioco; al comma 4-bis dispone che la pubblicità dei giochi che prevedono vincite in denaro deve riportare in modo chiaramente visibile la percentuale di probabilità di vincita che il soggetto ha nel singolo gioco pubblicizzato; infine il comma 5-bis prevede che il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca segnali agli istituti di istruzione primaria e secondaria la valenza educativa del tema del gioco responsabile affinché gli istituti, nell’ambito della propria autonomia, possano predisporre iniziative didattiche volte a rappresentare agli studenti il senso autentico del gioco e i potenziali rischi connessi all’abuso o all’errata percezione del medesimo;

b) la legge 11 marzo 2014, n. 23 (cosiddetta delega fiscale), all’articolo 14, ove si prevede che il Governo è delegato ad attuare il riordino delle disposizioni vigenti in materia di giochi pubblici;

c) la legge n. 190 del 23 dicembre 2014 (Legge di stabilità 2015) all’articolo 1, comma 133, dove si prevede che nell’ambito delle risorse destinate al finanziamento del Servizio sanitario nazionale a decorrere dall’anno 2015 una quota pari a 50 milioni di euro è annualmente destinata alla prevenzione, alla cura e alla riabilitazione delle patologie connesse alla dipendenza da gioco d’azzardo come definita dall’Organizzazione mondiale della sanità. Una quota delle risorse, nel limite di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2015, 2016 e 2017, è destinata alla sperimentazione di modalità di controllo dei soggetti a rischio di patologia, mediante l’adozione di software che consentano al giocatore di monitorare il proprio comportamento generando conseguentemente appositi messaggi di allerta, nonché lo spostamento sotto il Ministero della salute dell’Osservatorio nazionale istituito ai sensi dell’articolo 7, comma 10, del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189,

impegna il Governo

a dare rapida attuazione a quanto disposto dall’articolo 14 della legge 11 marzo 2014, n. 23, con l’emanazione dei previsti decreti sul riordino della normativa in materia di giochi pubblici e del regime autorizzativo all’esercizio dell’offerta di gioco prevedendo ai sensi della delega stessa l’introduzione e la garanzia di applicazione di regole trasparenti e uniformi nell’intero territorio nazionale in materia di titoli abilitativi all’esercizio dell’offerta di gioco, di autorizzazioni e di controlli, garantendo forme vincolanti di partecipazione dei comuni competenti per territori al procedimento di autorizzazione e di pianificazione, che tenga conto di parametri di distanza da luoghi sensibili validi per l’intero territorio nazionale, della dislocazione locale di sale da gioco e di punti di vendita in cui si esercita come attività principale l’offerta di scommesse su eventi sportivi e non sportivi, nonché in materia di installazione degli apparecchi idonei per il gioco lecito, comunque con riserva allo Stato della definizione di regole necessarie per esigenze di ordine e sicurezza pubblica;

a predisporre canali ufficiali di informazione nonché una divulgazione periodica con cadenza annuale dei dati statistici relativi al gioco d’azzardo, con particolare attenzione ai dati relativi ai giocatori, alle somme giocate e ai territori più coinvolti;

ad assumere iniziative per adottare le necessarie disposizioni tese ad impedire l’accesso dei minori ai locali adibiti al gioco d’azzardo e agli apparecchi di gioco, nonché a tutelare i soggetti maggiormente vulnerabili e a rischio di gioco d’azzardo patologico;

ad assumere iniziative per l’introduzione di nuove disposizioni vincolanti in materia di pubblicità del gioco d’azzardo, con particolare attenzione alla tutela dei minori e dei soggetti vulnerabili, nonché all’esigenza di vietare messaggi pervasivi oppure ingannevoli o illusori circa le probabilità di vincita;

a valutare possibili iniziative utili a prevenire l’eventualità che gli apparecchi per il gioco d’azzardo divengano strumenti di riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite;

a garantire attraverso il Ministero della salute adeguate risorse destinate alla cura e alla riabilitazione delle patologie connesse alla dipendenza da gioco d’azzardo;

a predisporre, anche attraverso l’Osservatorio nazionale sulla dipendenza da gioco d’azzardo patologico, campagne di informazione e sensibilizzazione sui rischi connessi al gioco d’azzardo patologico.

(1-00710)  (Nuova formulazione – testo modificato nel corso della seduta)  «Garavini, Marazziti, Miotto, Beni, Lenzi, Causi, Ginato, Gelli, Murer, Carnevali, Sbrollini, D’Incecco, Sgambato, Fabbri».

 

Allegato 2: testo della mozione n. 1-00759, il cui dispositivo è stato approvato dalla Camera nella seduta del 12 marzo 2015.

La Camera,

premesso che:

in Italia, secondo quanto emerge da una ricerca fatta da Sistema gioco Italia del dicembre 2014, sono 790.000 i cittadini dipendenti dal gioco d’azzardo, mentre 1 milione e 750 mila sono i giocatori a rischio patologia;

una recente ricerca del Codacons fornisce dati ancora più allarmanti. Il 50 per cento dei disoccupati italiani presenta forme più o meno gravi di ludopatia, con il 17 per cento dei pensionati colpiti, il 25 per cento delle casalinghe e il 17 per cento dei giovanissimi. I ragazzi tra i 15 e i 18 anni aumentano con una media del 13 per cento all’anno. Sono 400.000 i bambini tra i 7 e i 9 anni che risultano contagiati dalla dipendenza per il gioco;

nell’anno 2013 solo con le slot machine e le videolotterie gli italiani hanno speso 47,5 miliardi di euro (il 56 per cento di quanto speso complessivamente nel gioco). Le vincite incassate sono state pari a 38,5 miliardi di euro e allo Stato sono finiti 4,3 miliardi di euro. Nel 2014 la raccolta complessiva parla di 45,6 miliardi di euro, con un gettito per l’erario pari a 4,1 miliardi di euro;

in Italia ci sono circa 400.000 slot machine, in media 1 ogni 150 abitanti;

il «decreto Balduzzi» n. 158 del 2012 (convertito, con modificazioni, dalla legge n. 189 del 2012) ha creato l’osservatorio sulle ludopatie, riconoscendo la ludopatia come una patologia che caratterizza i soggetti affetti da sindrome da gioco con vincita in denaro;

i costi sociali legati al gioco sfiorano 7 miliardi di euro in quanto ogni giocatore patologico costa allo Stato 38 mila euro annui;

le nuove modalità con cui è possibile giocare d’azzardo hanno in comune alcune caratteristiche quali la velocità della giocata, la facile accessibilità dei giochi (ormai quasi tutti gli esercizi commerciali sono dotati di slot), la «normalizzazione» del gioco d’azzardo, la legalizzazione – visto che il primo promotore è lo Stato – che inculcano nel giocatore la sensazione di avere quasi il dovere di provarci che, rafforzata dal contesto, elude o minimizza la presa di coscienza del pericolo di una dipendenza che man mano si consolida;

un’indagine della Guardia di Finanza nel maggio 2014 ha riscontrato gravissime irregolarità, tra cui la presenza dei minori e giochi clandestini, in quasi tutte le sale scommesse. Su 2.266 esercizi ispezionati in tutta Italia, il 31 per cento è risultato fuori norma. Un centro su tre;

l’articolo 1, comma 33, della legge di stabilità per il 2015, approvata nel dicembre 2014, destina una quota pari a 50 milioni di euro all’anno alla prevenzione, alla cura e alla riabilitazione dei malati di ludopatia, di cui 1 milione di euro all’anno per la sperimentazione di modalità di controllo tramite specifici software che consentano al giocatore stesso di ricevere messaggi di allerta in base al monitoraggio del proprio comportamento nei confronti del gioco,

impegna il Governo:

ad assumere iniziative, per quanto di competenza, volte a promuovere misure restrittive, sia di ordine normativo che amministrativo, finalizzate al contrasto della diffusione del gioco d’azzardo;

a monitorare le attività che ruotano intorno al gioco d’azzardo al fine di eliminare quelle illecite che affiancano il gioco legale;

ad assumere tutte le iniziative opportune perché siano destinate risorse adeguate al fine di riabilitare i giocatori dipendenti e prevenire l’ulteriore aumento dei malati;

a prevedere nelle scuole primarie e secondarie dei percorsi specifici volti ad informare ed educare i giovanissimi ai rischi connessi ai vari tipi di giochi.

(1-00759) «Di Lello, Catalano, Di Gioia, Fava, Locatelli, Pastorelli, Borghese, Labriola, Melilla, Merlo».

 

Allegato 3. Le più recenti proposte di legge presentate presso Camera e Senato

Senato

AS 669 Disposizioni in materia di gioco d’azzardo, per la trasparenza e il controllo del mercato dei giochi, la prevenzione e il contrasto delle ludopatie (commissioni riunite 2ª (Giustizia) e 6ª (Finanze e tesoro)

AS 766 Disposizioni in materia di gioco d’azzardo, concernenti la protezione dei minori, il divieto di pubblicità ingannevole, il contrasto del riciclaggio dei proventi di attività illecite e la trasparenza dei flussi finanziari nel settore delle scommesse (commissioni riunite 6ª (Finanze) e 10ª (Attività produttive, commercio e turismo)

AS 850 Nuove disposizioni in materia di gioco d’azzardo (commissioni riunite 2ª – Giustizia  e 6ª – Finanze)

AS 956 Disposizioni in materia di gioco d’azzardo (commissioni riunite 2ª – Giustizia  e 6ª – Finanze)

AS 1338 Disposizioni per contrastare il gioco d’azzardo (non ancora assegnato)

AS 1358 Misure di contrasto al fenomeno della ludopatia e razionalizzazione dei punti di rivendita di gioco pubblico (commissione 1ª – Affari Costituzionali)

AS 1478 Misure di contrasto al fenomeno della ludopatia e razionalizzazione dei punti di rivendita di gioco pubblico (commissioni riunite 6ª – Finanze e Tesoro e 12°– Igiene e sanità)

AS 2000 Disposizioni in materia di riordino dei giochi (commissione 6ª – Finanze e Tesoro)

AS 2024 Introduzione del divieto di pubblicità per i giochi con vincita in denaro (in attesa assegnazione)

AS 2033 Divieto della propaganda pubblicitaria per i giochi a premio con vincita in denaro (Commissioni riunite 6°- Finanze e tesoro –  e 12°- Igiene e sanità)

AS 2047 Modifica al Testo Unico sui servizi di media audiovisivi e radiofonici in materia di divieto di pubblicità di giochi con vincite in denaro (in attesa assegnazione)

AS 2087 Disposizioni per il divieto del gioco d’azzardo (in attesa assegnazione)

Camera

AC 84 Norme per l’istituzione e la regolamentazione delle case da gioco sul territorio nazionale (Commissione 10° – Attività produttive)

AC 542 Disposizioni in materia di disciplina e sanzioni relative al settore del gioco e delle scommesse, per la trasparenza della gestione, anche societaria, delle attività e per la prevenzione dell’evasione fiscale e delle infiltrazioni criminali (6ª Commissione – Finanze)

AC 765 Disposizioni per la tutela della trasparenza, la prevenzione delle infiltrazioni criminali e il contrasto dell’evasione fiscale nell’esercizio del gioco d’azzardo (6ª Commissione – Finanze)

AC 766 Disposizioni in materia di disciplina e sanzioni relative al settore del gioco e delle scommesse, per la trasparenza della gestione, anche societaria, delle attività e per la prevenzione dell’evasione fiscale e delle infiltrazioni criminali (6ª Commissione – Finanze)

AC 1035 Divieto della propaganda pubblicitaria dei giochi con vincite in denaro e della partecipazione dei minori ai medesimi, nonché disposizioni in materia di autorizzazioni all’esercizio del gioco lecito (6ª Commissione – Finanze)

AC 1068 Disposizioni in materia di gioco d’azzardo, concernenti l’incremento delle risorse da destinare alla cura del gioco d’azzardo patologico, il divieto di partecipazione dei minori e di propaganda pubblicitaria, la competenza e i limiti per il rilascio delle autorizzazioni all’esercizio di sale da gioco, la sospensione dell’istituzione di nuovi tipi di gioco, il contrasto del riciclaggio dei proventi di attività illecite e la trasparenza dei flussi finanziari nel settore delle scommesse, nonché modifiche alla disciplina sanzionatoria (6ª Commissione – Finanze e 12° Commissione – Affari sociali)

AC 1155  Disposizioni concernenti la prevenzione della ludopatia, il divieto di partecipazione dei minori e di propaganda pubblicitaria dei giochi d’azzardo nonché il contrasto dell’evasione fiscale nel settore (non ancora assegnato)

AC 1196 Disposizioni in materia di gioco d’azzardo, per la trasparenza e il controllo del mercato dei giochi nonché la prevenzione e il contrasto della ludopatia (commissioni riunite 6ª (Finanze) e 12ª (Affari sociali)

AC 1228 Disposizioni in materia di divieto di partecipazione dei minori, di limiti alla propaganda pubblicitaria dei giochi d’azzardo e alla collocazione di apparecchi da gioco, nonché per la prevenzione della ludopatia e la trasparenza dei flussi finanziari nel settore dei giochi d’azzardo e delle attività ad essi collegate (commissioni riunite 6ª (Finanze) e 12ª (Affari sociali)

AC 1759 Disposizioni per il contrasto del gioco d’azzardo patologico e per la tutela dei minori e dei soggetti deboli (6ª Commissione – Finanze)

AC 2016  Disposizioni per il divieto del gioco d’azzardo (6ª Commissione – Finanze)

AC 2294 Tutela della salute degli individui tramite il riordino delle norme vigenti in materia di giochi con vincite in denaro-giochi d’azzardo (6ª Commissione– Finanze e 12° Commissione– Affari sociali)

AC 2357 Misure per il contrasto del fenomeno della ludopatia e razionalizzazione dei punti di rivendita di gioco pubblico  (6ª Commissione– Finanze e 12° Commissione– Affari sociali)

AC 3234 Divieto della propaganda pubblicitaria dei giochi con vincite in denaro (in attesa di assegnazione)

AC 3257 Introduzione del divieto della propaganda pubblicitaria dei giochi con vincite in denaro (in attesa di assegnazione)

 

(ultimo aggiornamento 14 ottobre 2015)