Lotta alla ludopatia: gli interventi dei comuni sulle caratteristiche delle sale da gioco

Premessa. Nell’ambito delle misure di contrasto della ludopatia definite da Stato, Regioni ed autonomie locali (leggi questa scheda), oltre agli interventi sulla collocazione delle sale da gioco e a quelli di limitazione degli orari di apertura va considerata anche la disciplina dettata da diverse amministrazioni regionali e locali sulle caratteristiche degli esercizi commerciali in cui si svolge il gioco d’azzardo.

Le previsioni contenute in alcune leggi regionali. La legge n. 8 del  2014 della Regione Lombardia, attribuisce ai comuni, nell’ambito della programmazione generale delle attività commerciali, anche la definizione delle prescrizioni cui devono uniformarsi gli esercizi autorizzati all’installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito e i locali destinati a sala da gioco, al fine di garantire il rispetto di alcune condizioni generali di sostenibilità ambientale, sociale e di viabilità, tenendo conto delle caratteristiche urbanistiche e di destinazione d’uso dei locali, dei fattori di mobilità, traffico, inquinamento acustico e ambientale, aree verdi, parcheggi etc. La legge n. 30 del 2014 della Basilicata prevede che i Comuni disciplinino, nell’ambito dei propri strumenti di pianificazione, gli elementi architettonici, strutturali e dimensionali delle sale da gioco e delle relative pertinenze, sempre nell’ottica del contrasto del gioco patologico; disposizioni analoghe sono contenute nelle leggi della Puglia e dell’Emilia Romagna.

Gli interventi dei comuni. Molti comuni hanno dettato disposizioni in materia. Può essere utile segnalare innanzitutto il regolamento del comune di Cremona che richiama il rispetto delle norme in materia di barriere architettoniche, edilizia, urbanistica e di destinazione d’uso, igienico-sanitaria, inquinamento acustico e di quelle sulla sorvegliabilità degli esercizi destinati alla somministrazione di alimenti e bevande (D.M. 564 del 17.12.1992). Sono previste prescrizioni specifiche per quel che riguarda i parcheggi: in particolare per gli esercizi con una superficie superiore a 250 mq., la dotazione dei parcheggi dovrà essere pari al 100% della superficie del locale adibito a sala giochi. Infine c’è una disposizione particolare riguardante il divieto di oscuramento delle vetrine, finalizzata ad impedire la perdita del senso del tempo e della realtà da parte del giocatore. Nello stesso senso anche il regolamento comunale di S. Donà di Piave, la cui legittimità è stata affermata dal Tar Veneto (sentenza n. 1346 del 2016). Su questo specifico punto la legge n. 9 del 2016 della Regione Piemonte afferma espressamente che le “vetrine dei locali in cui sono installati apparecchi per il gioco non devono essere oscurate con pellicole, tende, manifesti o altro oggetto utile a limitare la visibilità dall’esterno”; nello stesso senso anche la recente legge della Regione Friuli Venezia Giulia.

Anche il regolamento di polizia locale del comune di Pavia (vedi sezione Buone prassi amministrative) contiene una serie di prescrizioni specificamente rivolte alle sale gioco e sale scommesse, con particolare riferimento all’ubicazione degli esercizi (ad esempio la sala giochi non deve essere comunicante con un pubblico esercizio preesistente, con un circolo o con qualsiasi altro esercizio commerciale o attività), sulla disponibilità di parcheggi per auto e di rastrelliere per la sosta delle biciclette, anche al fine di valutare l’impatto sulla mobilità, sulle dimensioni minime dei locali etc (cfr. artt. 71 ss). Sui parcheggi il comune di Genova ha dettato un’apposita disciplina nell’ambito del piano urbanistico comunale (deliberazione consiglio comunale n. 92/2012) che prescrive l’esistenza di parcheggi pertinenziali nella misura minima di 1 posto auto ogni 20 mq. di superficie agibile: e tale previsione è stata ritenuta pienamente legittima dal Tar di Genova, che ha respinto il ricorso di una sala giochi contro il provvedimento di chiusura, fondato appunto anche sull’inadeguatezza dei parcheggi a disposizione (sentenza n. 1045 del 2016).

Il regolamento del comune di Casale Monferrato del 2015 prevede che la somministrazione di alimenti e bevande effettuata congiuntamente all’attività di sala giochi può essere condotta entro limiti di superficie non superiori al 25% della superficie destinata all’attività di sala giochi (esclusi i magazzini, i depositi, gli uffici e i servizi, art. 4) ed è vietato l’insediamento di sale gioco al piano terra di edifici condominiali (residenziali) qualora ai piani superiori siano previste destinazioni abitative, salvo nulla osta da parte dell’Amministratore del condominio o, in sua assenza, da parte di tutti i proprietari dello stabile (art. 5). In senso analogo anche il regolamento del comune di Genova del 2013, che vieta anche l’utilizzo di locali interrati o seminterrati: l’accesso ai locali deve avvenire direttamente dalla pubblica via (art. 7) ed il regolamento del comune di Ventimiglia (riportato all’interno delle Buone prassi amministrative), che detta limiti anche all’attività di somministrazione di alimenti e bevande (cfr. artt. 10 e 13) .  Anche il regolamento del comune di Rivoli del 2011 detta una disciplina al riguardo: in particolare, i locali devono essere esclusivamente ubicati al piano terra, con superficie minima dedicata al gioco di mq 50 (al netto dei magazzini, depositi, uffici, servizi), e devono essere direttamente prospicienti la strada; non è consentito l’insediamento di sale gioco al piano terra di edifici residenziali qualora ai piani superiori siano previste destinazioni abitativa; i locali devono essere di altezza non inferiore a m 2,70, con rapporto illuminante non inferiore a 1/8. Per quanto riguarda la somministrazione di alimenti e bevande effettuata congiuntamente all’attività di sala giochi, essa può essere condotta entro limiti di superficie non superiori al 25% del totale dei locali della sala giochi e non può avere accesso dalla pubblica via separato da quello della sala giochi; l’attività di somministrazione di alimenti e bevande condotta congiuntamente alla sala giochi non può avvalersi di dehors esterni all’esercizio (art. 5).

Il regolamento per la polizia urbana del comune di Bologna del 2013 prescrive una superficie minima dei locali di 100 mq (con esclusione dell’area destinata a magazzini, depositi, uffici e servizi) fermo restando che la superficie occupata dai giochi non potrà comunque superare il 50% dello spazio utile (art. 20). Analogamente, il regolamento del comune di Reggio Emilia prescrive una superficie utile minima di mq. 150 nel Centro storico e di mq. 200 negli altri quartieri (art. 4). Il regolamento del comune di Savona del 2011 prevede una superficie minima di mq. 150, al netto anche dell’eventuale superficie dedicata ad autonoma attività di somministrazione alimenti e bevande svolta in modo indipendente rispetto all’attività di sala giochi; la superficie minima è riferita esclusivamente all’attività di sala giochi, ogni altra attività che si intenda abbinare a quella di sala giochi, che deve essere gestita dal medesimo titolare della sala giochi stessa, dovrà disporre di una superficie aggiuntiva e distinta. Per quanto riguarda i parcheggi, deve essere garantita una dotazione di parcheggi privati non inferiore a mq. 1 ogni mq. 2,5 della superficie dell’esercizio fruibile al pubblico (art. 4).

Si segnala infine il regolamento di polizia amministrativa del comune di Vercelli (riportato all’interno delle Buone prassi amministrative), che agli artt. 12 -25 detta una serie di norme sugli esercizi in cui si pratica il gioco lecito (distanze minime dai luoghi sensibili, numero massimo degli apparecchi, orari etc ) prevedendo anche una superficie minima dei locali ed il divieto di utilizzo di locali seminterrati (a quest’ultimo riguardo vedi la sentenza del Tar Piemonte n. 450 del 2017).

Alcune conclusioni. Appare auspicabile che le future linee guida della Conferenza unificata Stato autonomie locali, che dovranno riguardare anche le caratteristiche dei punti di vendita ove si raccoglie gioco pubblico, tengano conto dell’esperienza acquisita dalle Amministrazioni regionali e locali, sempre nell’ottica di garantire i migliori livelli di sicurezza per la tutela della salute e dell’ordine pubblico ed uno sviluppo ordinato delle città.

(ultimo aggiornamento 21 luglio 2017)