Comune di Reggio Emilia: nuove norme per la limitazione delle sale gioco

Premessa. Il comune di Reggio Emilia ha promosso molteplici iniziative per contrastare la dipendenza dal gioco, a partire dalla messa a disposizione di un gruppo di professionisti formato da psicologi, consulenti finanziari, consulenti legali ed educatori professionali in grado di aiutare le persone con problemi legati al gioco d’azzardo. Una particolare attenzione è stata posta a frenare la crescita incontrollata delle sale da gioco e sale scommesse, anche in funzione dei rilevanti interessi nel settore della criminalità organizzata.

Il regolamento sulle sale da gioco del 2013. Tale disciplina, che si applica anche ai casi di trasferimento di sede, già prevedeva alcune importanti limitazioni (il numero massimo delle sale da gioco è di una per 20.000 cittadini residenti; viene prevista una distanza minima di 1.000 metri da altri analoghi esercizi – 500 metri nel centro storico e di 100-150 metri da alcuni obiettivi sensibili; sono dettate norme anche sulla superficie minima a disposizione).

Le norme urbanistiche. Con il regolamento urbanistico edilizio del 2013 si consente l’insediamento di nuove sale giochi esclusivamente in zone di ambito produttivo, quindi lontano da funzioni sensibili quali residenze, servizi scolastici e di quartiere. Recentemente sono state approvate varianti al Piano strutturale comunale (Psc), al fine di affidare la decisione al riguardo al consiglio comunale in sede di approvazione del Piano operativo comunale (Poc), in modo da aumentare la vigilanza sulla programmazione delle attività che per loro stessa natura sono connotate da “impatti sensibili”, sia sotto il profilo urbanistico che sociale. Si prevede infatti che l’insediamento di nuove attività ludico-ricreative con problematiche d’impatto (classificate b17 dal RUE, riferite a  “Attività ludiche svolte in pubbliche sale da gioco, compresi quegli esercizi dedicati esclusivamente al gioco con apparecchi di cui all’art. 110 comma 6 del TULPS, come VLT, slot, sale bingo, sale scommesse) possa avvenire, negli ambiti specializzati per attività produttive prevalentemente manifatturiere, solo attraverso la programmazione del POC, previa valutazione della sostenibilità socio-sanitaria, ambientale, territoriale dell’intervento.

E’ importante sottolineare che la normativa regionale dell’Emilia Romagna in materia edilizia consente oggi un più rigoroso controllo da parte delle strutture comunali dei processi di nuova costruzione, trasformazione dei locali ed esercizi commerciali esistenti in queste strutture, e, in caso di inadempimento da parte dei responsabili degli abusi, il ripristino o l’eventuale demolizione delle opere realizzate in difformità alle norme urbanistiche ed edilizie, escludendo la regolarizzazione degli abusi con il pagamento di sanzione pecuniaria. Tale disciplina si applica anche alle attività simili alle sale da gioco in senso stretto, ed in particolare a quei locali, comunque denominati, che svolgono la raccolta e trasmissione in via telematica di scommesse e giochi d’azzardo, su internet o all’estero.

La violazione delle norme del regolamento edilizi può condurre anche alla confisca del bene immobile: vedi al riguardo la sentenza confermativa del Consiglio di stato n. 3897 del 2105.

La decisione del Tar di Parma. La sentenza del Tar Parma n. 337 del 2016 ha respinto i ricorsi contro il diniego dell’amministrazione comunale di aprire una nuova sala Bingo, ribadendo la piena legittimità degli strumenti urbanistici adottati dal comune di Reggio Emilia, volti a stabilire adeguati standard (in particolare per le aree per il parcheggio, la viabilità e l’inquinamento acustico) ed escludere le attività di impatto sociale in aree prive di idonei standard, con conseguente localizzazione in ambiti specializzati. In assenza di parametri stabiliti a livello nazionale (come ad esempio quelli previsti dal c.d. decreto legge Balduzzi – decreto legge n. 158 del 2012) il potere di limitare la distribuzione sul territorio delle sale da gioco può essere ricondotto – in base alla giurisprudenza della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato – alla potestà degli enti locali in materia di pianificazione e governo del territorio: anche la legge dell’Emilia Romagna (in base alla quale le previsioni urbanistico-territoriali in ordine alla localizzazione delle sale da gioco devono essere adottate “nel rispetto delle pianificazioni” statali) “non attribuisce a queste ultime il valore di presupposto necessario, ma richiede soltanto che le previsioni dettate nell’esercizio del potere di pianificazione comunale non si pongano in contrasto con le previsioni stabilite a livello nazionale”.

Per ulteriori approfondimenti sulle misure di ricollocamento delle sale da gioco adottate da Regioni ed enti locali, ivi inclusi gli interventi relativi al c.d. distanziometro, leggi questa scheda

(ultimo aggiornamento 29 novembre 2016)

Regolamento comune di Reggio Emilia sulle sale giochi

Comune di Reggio Emilia variante al regolamento edilizio

Legge regionale Emilia Romagna gioco d’azzardo (stralci)

Sentenza del Tar di Parma n. 337 del 2016