Rapporto della Banca d’Italia su contrasto del riciclaggio e finanziamento del terrorismo. Scheda di sintesi

Premessa. La Banca d’Italia –Unità informazione finanziaria ha presentato la Rapporto annuale 2014, di cui sono qui sintetizzati gli aspetti più rilevanti.

L’evoluzione della legislazione in materia. Nel corso del 2014 è stata approvata la Quarta direttiva europea (ed il connesso Regolamento riguardante i dati informativi che accompagnano i trasferimenti di fondi) che rappresenta un importante passo in avanti per il potenziamento del ruolo delle Financial Intelligence Unit dei singoli Stati, per una maggiore trasparenza sulla titolarità effettiva di società e trust e per una più efficace collaborazione internazionale. Per quanto riguarda l’Italia è stata approvata la legge n. 186 del 2014 su riciclaggio e autoriciclaggio, la cui efficacia andrà testata sulla base della concreta esperienza applicativa; con il decreto legge  n. 7 del 2015 in materia di contrasto e prevenzione del terrorismo sono state introdotte anche norme sul riciclaggio; ed il decreto legge n. 90 del 2014 ha attribuito all’ANAC  la possibilità di ricevere notizie e segnalazioni di illeciti.

La collaborazione attiva. Il nostro sistema si fonda sull’obbligo di intermediari finanziari, professionisti e altri operatori qualificati di comunicare tempestivamente operazioni sospette di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo (oltre 71.000 segnalazioni nel 2014, un 20% delle quali destinate all’archiviazione): si tratta di un imponente flusso informativo, in costante crescita, che va opportunamente migliorato sia dal punto di vista quantitativo (con un maggior coinvolgimento di alcune categorie di operatori privati ed anche degli uffici della pubblica amministrazione, che non hanno sviluppato un’adeguata consapevolezza dell’importanza dello strumento della segnalazione) che della qualità e completezza dell’informazione fornita, al fine di mettere l’Uif nelle migliori condizioni di esercitare un controllo efficace sui flussi finanziari, i soggetti coinvolti ed individuare così le operazioni riconducili a finalità di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, secondo differenti scale di rischio. Spetta all’Uif – anche su richiesta dell’autorità giudiziaria – il potere di sospensione delle operazioni sospette.

I comportamenti a rischio più ricorrenti. L’UIF raggruppa le operazioni sospette in tre principali categorie: evasione o frode fiscale (i fondi così ottenuti possono essere utilizzati anche per  mettere in atti altre condotte criminose); appropriativa (basata su truffe telematiche o sullo sfruttamento di situazioni di difficoltà economica, quali usura, compro-oro, polizze di pegno etc);  corruttiva. Proprio con riguardo alla corruzione, il Rapporto sottolinea che la “corruzione è anche il mezzo attraverso il quale la criminalità organizzata si infiltra nell’apparato pubblico e ne condiziona le scelte, ampliando, attraverso il controllo del territorio, la propria penetrazione nel tessuto economico e sociale a danno della collettivi” E si è rilevato molto importante il contributo di analisi dell’Uif in numerose indagini giudiziarie su fenomeni di corruzione e di appropriazione indebita di fondi pubblici.

(luglio 2015)

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