Avviso Pubblico a Radiopace: “Un’antimafia organizzata che entra nel merito delle questioni: così si semina la cultura della legalità”

Il Coordinatore nazionale di Avviso Pubblico Pierpaolo Romani il 23 ottobre è stato ospite del programma “Primo Piano” di Radiopace. Nel corso dell’intervista sono stati toccati numerosi argomenti, dall’infiltrazione delle mafie al Nord al significato di aderire ad un’associazione come Avviso Pubblico, dal fenomeno del gioco d’azzardo patologico  all’approvazione del nuovo Codice Antimafia.

LE MAFIE AL NORD

“La presenza mafiosa in Veneto come in altre regioni del Nord Italia non si manifesta attraverso atti violenti, ma mediante il riciclaggio di ingenti capitali frutto di attività illecite. A Verona sono già 12 le interdittive antimafia che la Prefettura ha emanato in due anni. Segno di una presenza criminale, legata soprattutto alla ‘ndrangheta calabrese, che si è consolidata negli anni passati e che non siamo stati capaci di interpretare”.

L’ADESIONE AD AVVISO PUBBLICO

“Entrando in Avviso Pubblico, un Comune dichiara da che parte sta: il rispetto delle leggi, la trasparenza, la legalità. Soprattutto chiediamo a chi aderisce di assumersi degli impegni precisi: sensibilizzare cittadini, in particolare i più giovani, sui temi della prevenzione e del contrasto a mafie e corruzione, realizzare percorsi formativi per i propri dipendenti pubblici, partecipare agli eventi che Avviso Pubblico organizza sui territori. Un aspetto centrale della funzione di Avviso Pubblico è quello della sana contaminazione: individuare buone pratiche amministrative e condividerle, collegando in una rete virtuosa gli Enti locali di ogni parte d’Italia”.

IL GIOCO D’AZZARDO E LA PUBBLICAZIONE DI “LOSE FOR LIFE”

“La genesi di Lose For Life è l’esperienza che Avviso Pubblico ha accumulato negli ultimi anni, a partire dalle continue richieste che ci sono arrivate dai Comuni, alle prese con il problema del gioco d’azzardo sui territori: la malattia di migliaia di persone colpite dalla dipendenza, il business che attirato gli appetiti delle mafie, capaci di riciclare nel settore centinaia di milioni di euro. Ci sembrava importante fornire agli amministratori locali e ai cittadini, attraverso il parere di numerosi esperti e le buone pratiche attuate da alcuni Comuni, uno strumento di conoscenza e un bagaglio di esperienze, utili per agire e cambiare le cose”.

LA RIFORMA DEL CODICE ANTIMAFIA

“Una riforma necessaria, un obiettivo che non è stato facile raggiungere. Nel 2012 ci siamo resi partecipi, assieme ad altre associazioni, della campagna “Io riattivo il lavoro” promossa dalla CGIL. Una richiesta che è partita dal basso, da un’antimafia organizzata capace di entrare nel merito delle questioni, ed è arrivata al legislatore. Rendere più efficiente l’iter che restituisce alla collettività i beni e le aziende confiscate alla criminalità organizzata, potenziare l’Agenzia nazionale, era un segnale fondamentale da dare al Paese. Così come il sequestro dei beni ai corrotti, in considerazione del fatto che proprio la corruzione è diventata lo strumento maggiormente utilizzato dalle mafie per infiltrarsi silenziosamente nelle amministrazioni pubbliche e nell’economia legale”.

 

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