Amministratori locali sotto tiro: boom di minacce e intimidazioni in tutta Italia

Un momento della presentazione del Rapporto

Un momento della presentazione del Rapporto

Lettere contenenti minacce e proiettili, auto incendiate, spari alle abitazioni, uso di esplosivi, aggressioni verbali e fisiche, sequestro di persona, ferimenti con colpi di arma da fuoco, omicidi.

Questo il preoccupante quadro che emerge dalla presentazione del terzo rapporto nazionale di Avviso Pubblico Amministratori sotto tiro. Intimidazioni mafiose e buona politica, presentato questa mattina a Roma, nella Sala Pietro da Cortona, alla presenza, tra gli altri, di Rosy Bindi, Presidente della Commissione parlamentare antimafia, e del Ministro per gli Affari regionali, Maria Carmela Lanzetta.

Sono 351 gli atti di intimidazione e di minaccia nei confronti di amministratori locali e funzionari pubblici censiti da Avviso Pubblico per l’anno 2013. Un numero impressionante. Una media di 29 intimidazioni al mese. Praticamente un atto ogni giorno. E questi, sono soltanto i fatti di cui si è venuti a conoscenza consultando una molteplicità di fonti di stampa, sia nazionale che locale.

Rispetto al 2010, anno in cui è stato redatto il primo Rapporto, si registra un aumento del 66% dei casi, che risulta distribuito tra 18 regioni, 67 province e 200 comuni.

Il primato quest’anno va alla Puglia, con 75 casi di minacce e di intimidazioni, seguita dalla Sicilia con 70 casi e dalla Calabria con 68 casi. In aumento anche i casi nelle regioni del Centro Italia, in particolare nel Lazio, e nelle regioni settentrionali, dove si è registrato il 12% dei casi.

Gli atti intimidatori sono per lo più diretti verso le persone, ma nel mirino ci sono anche strutture e mezzi pubblici, abitazioni, automobili e, nei casi più gravi, vengono colpiti anche parenti e familiari stretti.

La natura e le cause delle minacce sono diverse. Accanto alle intimidazioni aventi una probabile origine criminale e mafiosa vi sono anche quelle compiute da persone disperate, che incapaci di scorgere un futuro di speranza che superi l’attuale crisi economico-finanziaria, sfogano la loro rabbia sui rappresentanti politici a loro più vicini.

Il Rapporto di Avviso Pubblico “Amministratori sotto tiro” contiene una lunga cronologia degli atti di minaccia e di intimidazione verificatisi nel corso del 2013, un’appendice statistica e un elenco delle vittime innocenti di mafia che nella vita svolgevano l’attività di amministratore pubblico e di impiegato e funzionario della pubblica amministrazione.

Nel documento si trovano due importanti interviste: una di Agnese Moro a Viviana Matrangola, figlia di Renata Fonte, Assessore del comune di Nardò, assassinata nel 1984; l’altra di Antonio Maria Mira al Procuratore di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho. Un contributo è stato scritto anche dall’On. Rosy Bindi, Presidente della Commissione parlamentare antimafia.

Dai collegamenti sotto è possibile scaricare la sintesi e la versione completa del Rapporto:

Il Rapporto (sintesi per la stampa) (.PDF) Il Rapporto (versione completa) (.PDF)

Le lettere delle Presidenze della Repubblica e del Senato:

La lettera della Presidenza della Repubblica (.PDF) La lettera della Presidenza del Senato (.PDF)

In allegato la rassegna stampa completa dell’iniziativa:

La rassegna stampa completa (.PDF)

La galleria completa dell’evento sul canale Flickr di Avviso Pubblico:

La galleria fotografica completa dell’evento (Flickr)

Sotto i collegamenti ai video della presentazione del Rapporto (sul canale Youtube di Avviso Pubblico):

Dai collegamenti seguenti è possibile ascoltare i servizi radiofonici dedicati alla presentazione del Rapporto (sul canale Youtube di Avviso Pubblico):

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Un commento

  1. Mi fa specie essere dentro un rapporto, quello di avvisopubblico: tre episodi intimidatori nella città di Bitonto.
    Si tace dei continui tentativi di delegittimazioni che subisco, dei tentativi di allontanamento, degli “inviti” alla mobilità (quell’istituto che consente ad un dirigente di lasciare la propria sede di lavoro per un’altra).
    Non si dice di quelle azioni silenti che infamano, senza fiamme né esplosioni: come me altri funzionari – chi sa quanti – ai quali fanno male, più di una minaccia o di un attentato, i continui strali che la politica lancia contro la “burocrazia”: saremmo colpevoli di mortificare le esuberanze decisioniste degli amministratori, foriere di euforia senza regole.
    Grazie, perché il vostro attento lavoro ci sottrae dalla solitudine nella quale vogliono respingerci.

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