Metodo mafioso e indicatori di riconoscimento: il resoconto del II° modulo rivolto alle Polizie Locali di Treviso

Si è tenuto mercoledì 8 novembre, presso la Sala consiliare della Provincia di Treviso, il secondo dei tre moduli del ciclo formativo rivolto al personale della Polizia locale operante nell’ambito territoriale di Treviso.

L’incontro, organizzato con il patrocinio della Provincia di Treviso, è inserito nell’ambito del progetto formativo denominato ‘Conoscere le mafie, costruire la legalità2’, promosso dalla Regione del Veneto ed organizzato in collaborazione con Avviso Pubblico.

Nel corso della prima parte della giornata formativa, gli esperti intervenuti in qualità di relatori hanno fornito agli operatori della Polizia Locale gli strumenti conoscitivi relativi alle modalità in cui si manifesta la criminalità organizzata nel Nord Italia, con un particolare focus dedicato alla situazione del Veneto e su come utilizzare dati e informazioni relativi all’attività quotidiana di controllo del territorio, in funzione antiriciclaggio e antiterrorismo. La sessione pomeridiana è stata dedicata ai laboratori in gruppo, nel corso dei quali sono stati esaminati con i relatori degli studi di caso.

“Le organizzazioni mafiose, comprese quelle che operano in Veneto, si contraddistinguono per la loro capacità di allearsi con altri gruppi criminali, allo scopo di condurre in porto ogni singolo affare – ha evidenziato Gianni Belloni, giornalista del Gruppo Editoriale l’Espresso – Ma la grande forza delle mafie è anche quella di riuscire a costruire reti di relazioni in mondi diversificati, soprattutto nell’economia legale, una peculiarità che consente loro di presentarsi agli occhi delle vittime in una veste non immediatamente riconoscibile”.

“Organizzazioni criminali, mafiose e non, sono in grado di offrire dei servizi agli imprenditori – ha spiegato Mario Turla, consulente ed esperto di antiriciclaggio – Ad esempio creando le cosiddette ‘cartiere’, società destinata ad una sola funzione, ovvero emettere false fatture. L’evasione fiscale dovrebbe essere una tematica centrale per le Pubbliche Amministrazioni, perché le segnalazioni qualificate consentono ai Comuni di incassare il 100% della cifra recuperata dall’evasione. Un dato che dovrebbe fungere da stimolo per le amministrazioni locali, ma in realtà sono pochi i Comuni che investono in tal senso”.

“L’esperienza ci racconta che indicatori di riconoscimento della presenza mafiosa e potenziali spunti di indagine possono provenire da ogni attività – ha dichiarato Vittorio Ricciardelli, consulente, già Commissario della Polizia Locale di Milano – Un esempio ci viene da un caso reale, relativo ad un appalto per la manutenzione delle strade. Un impiegato comunale si è accorto che a consegnare le buste con le offerte era sempre lo stesso fattorino: è venuto fuori che le ditte partecipanti erano tutte riconducibili allo stesso gruppo. L’attenzione e l’osservazione di un particolare della realtà quotidiana ha permesso di far venire a galla un tentativo di inquinare l’assegnazione di un appalto”.

Il terzo ed ultimo modulo formativo, sulle tecniche investigative ed operative di controllo del territorio, si svolgerà il 22 novembre 2017 nella stessa sede della Provincia di Treviso.

La partecipazione alle giornate formative è gratuita, previa iscrizione da effettuarsi on-line attraverso il sito www.conoscerelemafie.it cliccando l’apposito menù “Calendario e iscrizioni”.

Per maggiori informazioni si invita ad inviare una mail al seguente indirizzo: tutor@avvisopubblico.it

 

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